Dalla newsletter di Greenpeace Italia Febbraio 2009:

BELLA ADDORMENTATA, SVEGLIATI!
Una buona notizia sul fronte delle aziende hi-tech: dopo mesi di campagna in tutto il mondo, Philips ha finalmente accettato le richieste di Greenpeace. In particolare, la multinazionale si impegna a offrire ai propri clienti servizi globali di ritiro e riciclo dei propri prodotti a fine vita.

In Italia invece ancora nessuna svolta sul piano normativo. Nel nostro Paese il sistema di gestione dei rifiuti elettronici non ancora decollato. Manca all’appello il Decreto Semplificazioni, che obbliga la distribuzione a ritirare gratuitamente un prodotto hi-tech usato al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile. Questo decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008. Dopo un anno, il nostro ministro dell’Ambiente ancora dorme!
Se volete scrivere all’ On. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente:
http://www.greenpeace.org/italy/

OPEN SOURCE, L’IMPRESA ITALIANA C’E’
L’open source c’è, ma a volte “non si vende”. Sembra un gioco di parole, e non è affatto indice di scarso successo, ma è la realtà che si sono trovati davanti i ricercatori del TeDIS, centro studi della Venice International University: dopo mesi di lavoro su una ricerca che, tra le prime, offrisse uno spaccato autentico del mondo dell’impresa e del suo rapporto con il software a sorgenti aperti, il quadro che si viene a delineare è piuttosto interessante. L’open source c’è, ma a volte “non si vende”. Sembra un gioco di parole, e non è affatto indice di scarso successo, ma è la realtà che si sono trovati davanti i ricercatori del TeDIS, centro studi della Venice International University: dopo mesi di lavoro su una ricerca che, tra le prime, offrisse uno spaccato autentico del mondo dell’impresa e del suo rapporto con il software a sorgenti aperti, il quadro che si viene a delineare è piuttosto interessante. …
Fonte: http://punto-informatico.it/2567273/PI/Interviste/open-source-impresa-italiana.aspx

OPENDNS, un alternativa valida ai DNS soliti
“Spesso mi viene chiesto di sapere quali server DNS è meglio usare per sfruttare al meglio la propria connessione ad internet. La mia risposta è sempre: “USATE OPENDNS”!
Il perchè di questa mia scelta è presto detto: innanzitutto proteggono dal phishing: riconoscono nella stragrande maggioranza di casi, siti “finti” che cercano di rubarvi i soldi o informazioni. Basti pensare a quello che aveva “clonato” il sito di Poste Italiane.
Sono veloci: dispongono grandi quantità di cache, che riducono i tempi per l’accesso a server diversi. …”
Fonte: http://mimo.netsons.org/2009/03/05/opendns-maggiore-sicurezza-liberta-e-velocita/