OS3 dallo statuto si propone di:
“Promozione del Software Libero, inteso sia come ambiente di sistema che come programmi applicativi, con convegni, corsi di formazione, iniziative culturali, consulenze tecniche, installazione di sistemi operativi completi (distribuzioni), distribuzione di computer ricondizionati/recuperati/rigenerati, presso scuole, enti pubblici e privati, gruppi, associazioni, comunità […]. Particolare importanza sarà data all’aspetto culturale e alle ricadute sociali connesse con il Software Libero, mostrandone le filosofie di funzionamento ed educative e i benefici economici, tecnici e di sicurezza che esso può portare.”
Ma cos’è il Software Libero?
Il Software Libero è un software rilasciato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo, studiarlo, modificarlo e re distribuirlo. Si contrappone al software proprietario, in quanto quest’ultimo, da un certo punto di vista, limita le libertà dell’utente.
La filosofia e gli aspetti sociali
Il concetto di Software Libero discende naturalmente da quello della libertà di scambio di idee e delle informazioni. Da sempre, negli ambienti scientifici, questo principio è tenuto in alta considerazione per la fecondità che ha dimostrato: ad esso infatti, è generalmente attribuita molta parte dell’eccezionale ed imprevedibile crescita del sapere negli ultimi tre secoli.
La libertà di scambio di idee non è tuttavia una questione puramente pratica: essa è anche alla base dei concetti di libertà di pensiero e di espressione. Analogamente alle idee, il software è immateriale, e può essere riprodotto e trasmesso facilmente. In modo simile a quanto avviene per le idee, parte essenziale del processo che sostiene la crescita e l’evoluzione del software è la sua libera diffusione. Ed ogni giorno di più, come le idee, il software permea il tessuto sociale e lo influenza, produce effetti etici, economici, politici e in un senso più generale culturali. Questo concetto e spiegato molto bene dal detto popolare: “Se io ho una mela e tu hai una mela e ce le scambiamo, abbiamo ancora una mela a testa. Ma se io ho un’idea e tu hai un’idea e ce le scambiamo, abbiamo due idee a testa”.
Nel Software Libero il significato della parola libero ha un significato particolare. La libertà del Software Libero non è incondizionata, perché è soggetta ai precisi vincoli della licenza d’uso, come qualsiasi altra licenza d’uso, solo che in questo caso l’autore si “espropria” di alcuni diritti per cederli agli utenti. Questi vincoli sono studiati in maniera tale da favorire la condivisione del sapere. Pertanto il Software Libero parte da considerazione sociali e per molti aspetti è una forma di filosofia.
Le implicazioni sociali del Software Libero sono notevoli. La condivisione del sapere non permette a un gruppo ristretto di persone di sfruttare la conoscenza (in questo caso tecnologica) per acquisire una posizione di potere. Inoltre, è promossa la cooperazione delle persone, che tendono naturalmente ad organizzarsi in comunità. Esempio di questa cooperazione lo sono le numerose comunità di programmatori e non, sparse per il mondo, che sviluppano le applicazioni software o le distribuzioni GNU/Linux.
Il modello del Software Libero si è naturalmente esteso ad altri campi del sapere. Chi crede nel modello copyleft (ovvero un modello “libero” di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore indica agli utilizzatori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, però nel rispetto di alcune condizioni essenziali), pensa che questo possa essere applicato ad esempio alla musica ed alle opere di creatività (Creative Commons) o all’informazione. L’esempio più riuscito di applicazione di questo modello ad un campo differente dal software è oggi Wikipedia, l’enciclopedia libera fatta dagli utenti, che promuove la condivisione del sapere e la formazione di una comunità.
Le caratteristiche
La parola libero non implica la possibilità di utilizzare il Software Libero in maniera indiscriminata: un Software Libero è comunque soggetto ad una licenza d’uso, a differenza ad esempio del software di pubblico dominio.
Un software per essere considerato libero deve garantire le quattro libertà fondamentali individuate da Richard Stallman il fondatore della Free Software Fondation, e l’ideatore del Software Libero:
- Libertà di eseguire il programma a qualsiasi scopo:
Imporre restrizioni sull’uso del Software Libero, in termini di tempo (es. il famoso periodo di prova di 30 giorni, la licenza scade il 30 giugno 2008 e poi dovrai rinnovarla) o di scopo (es. il permesso è accordato per usi di ricerca, studio, privati o non commerciali), o di funzioni (es. il permesso ti è concesso con queste caratteristiche ma se vuoi usufruire delle piene potenzialità del programma devi acquistare la licenza) o limitazioni arbitrarie di area geografica (es. non può essere usato nel paese X piuttosto che y) rende un programma non libero. - Libertà di studiare il programma e modificarlo:
Imporre restrizioni di fatto o di diritto sulla comprensione o la modifica di un programma, ad esempio richiedendo l’acquisto di licenze speciali o la firma di un “Non-Disclosure-Agreement” (NDA) o, per i linguaggi di programmazione che sono rappresentabili in più forme, vietando l’accesso al mezzo più naturale per comprendere o modificare un programma (”codice sorgente”), lo rende proprietario (non libero). Senza la libertà di modificare un programma, la gente sarebbe alla mercè di un singolo fornitore. - Libertà di copiare il programma e redistribuirlo in modo da aiutare il prossimo:
Il software può essere copiato e distribuito praticamente senza costi: se non si ha il permesso di dare un programma a qualcuno che ne ha bisogno (anche a pagamento, se lo si vuole), il programma non è libero. - Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio:
Essere bravi programmatori in tutti i campi è difficile, molti non sanno proprio programmare. Questa libertà permette a chi non ha il tempo o le capacità per risolvere un problema di accedere indirettamente alla libertà di modifica. Anche questo può avvenire con un compenso.
Queste libertà sono diritti, non obblighi. Chiunque può scegliere di non approfittarne o di utilizzarle tutte. In particolare dev’essere chiaro che il Software Libero non esclude l’uso commerciale: se un programma non consente l’uso e la distribuzione commerciale, non è Software Libero. Questo lo dimostra il numero crescente di aziende che basa il proprio modello di business completamente o parzialmente sul Software Libero, compresi alcuni dei maggiori fornitori di software proprietario. Il Software Libero rende possibile fornire aiuto e assistenza, ma non lo rende obbligatorio.
In Inglese sembra esserci una forte ambiguità nella terminologia: il “free” rischia di confonde il “libero” in “gratuito”. Ma così non è, in quanto all’opposto software propietario può essere gratuito, ma non per questo è Software Libero (può essere questo il caso del freeware).
Vantaggi del Software Libero
A prescindere dalle implicazioni sociali e filosofiche, che sono alla base della nascita e della diffusione del Software Libero, questo presenta numerosi vantaggi rispetto al software proprietario:
* è possibile personalizzarlo ed adattarlo alla proprie esigenze, in quanto è liberamente modificabile
* il codice sorgente è sottoposto ad una revisione da parte di moltissime persone, e da ogni parte del mondo, pertanto è più difficile che contenga errori e malfunzionamenti. In ogni caso, chiunque può tenere un indice pubblico dei problemi, in modo che gli utenti li conoscano
* è molto più sicuro del software proprietario, in quanto se viene scoperto un bag o una falla di sicurezza, la sua correzione di solito è molto rapida, in quanto si può liberamente affermare che 24 ore su 24 da qualche parte del mondo c’è qualcuno che sta lavorando sul Software Libero
* essendo il codice sorgente liberamente consultabile, è molto difficile inserire intenzionalmente nel software maligno (backdoor, troyan horses o spyware) senza che questi vengano prontamente scoperti ed eliminati, come invece è accaduto per alcuni software commerciali
* dai punti precedenti ne deriva il fatto che, praticamente, non servono software antivirus o antispy per la protezione dei dati personali e delle funzionalità delle macchine
* non esistendo standard proprietari, le cui specifiche sono normalmente segrete, è molto più facile costruire software interoperabile e interscambiabile
* permettere a chiunque di modificare i codici sorgente garantisce che ogni nuova funzionalità o copertura di un errore (bag) possa essere proposta da chiunque e immediatamente applicata dagli sviluppatori. Questo permette di avere già a disposizione un software che rispetta le esigenze di chi ha richiesto le modifiche
* la complessità e le dimensioni di alcuni software liberi (ad esempio, dei sistemi operativi) è tale che è necessario il supporto commerciale di un’azienda; il Software Libero si presta a creare nuove opportunità di business nel campo della formazione e del supporto, oltre che della eventuale personalizzazione del software
* collaborando con sviluppatori volontari e utilizzando il lavoro della comunità, anche le piccole e medie imprese sono in grado di sviluppare e vendere prodotti di alta qualità, senza dover ampliare il loro organico
* generalmente è più snello rispetto al software proprietario e a parità di prestazioni si utilizzano macchine meno potenti, con conseguenti costi di hardware più contenuti
* l’installazione di programmi o pacchetti software è molto veloce e può avvenire anche da remoto, basta avere una connessione internet (magari veloce tipo ADSL o altro). Anche installando da supporti come CD o DVD è molto più veloce rispetto a quella di certo software proprietario
* non ci sono costi per le licenze, ma solo per l’assistenza, l’installazione ed eventualmente per lo sviluppo. Questo porta ad un notevole risparmio economico per l’utente e potrebbe essere visto come un investimento per le aziende private e di un miglioramento di bilancio notevole per le pubbliche amministrazioni
Dalla nascita ai giorni nostri
L’idea di Software Libero nasce agli inizi degli anni ‘80, quando lo sviluppo del software cominciò a passare di mano dalle università alle aziende (software proprietario), ponendo un pesante freno alla collaborazione che caratterizzava il lavoro di gran parte dei programmatori e dei sistemisti dell’epoca, soprattutto con i patti di non divulgazione che le aziende facevano firmare ai programmatori che assumevano.
Nel 1983 Stallman fondò il Progetto GNU con l’intenzione di creare un sistema operativo completamente libero. Grazie alla collaborazione di molti sviluppatori volontari, all’uso di Internet per la coordinazione del progetto e al kernel Linux di Linus Torvalds, nel 1991 nacque GNU/Linux, un clone di UNIX liberamente distribuibile e modificabile.
In realtà il software “commerciale” esisteva da sempre, ma i costi elevati dell’hardware facevano sì che il business delle aziende non fosse concentrato sul software, che era considerato una parte naturale del prodotto, ed i cui sorgenti erano in genere pubblici. Con il passare del tempo il software diventò sempre più complesso e difficile da realizzare e le aziende iniziarono a non distribuire i sorgenti e obbligare i propri dipendenti a non rivelare nulla per non avvantaggiare la concorrenza; inoltre con il crollo dei costi dell’hardware, lo sviluppo commerciale del software divenne un business notevole, ed il codice sorgente era divenuto un investimento prezioso che poteva da un lato far acquisire una fetta di tale mercato in rapida crescita e dall’altro legare i propri utenti al proprio software mantenendo il segreto sui metodi utilizzati per lo sviluppo di sistemi e applicazioni.
In questo modo le aziende cominciavano ad utilizzare la legge sul diritto d’autore per impedire ai concorrenti di leggere e modificare i loro prodotti, assicurandosi il controllo dei propri clienti che, senza più poter vedere e modificare il codice sorgente del software, non potevano più adattarlo alle loro esigenze ma dovevano chiedere alle aziende di farlo per loro.
Dopo i primi tempi, nei quali il Software Libero era privilegio di pochi esperti del settore, ora si sta diffondendo anche al grande pubblico e in modo sempre maggiore di anno in anno con il crescente sviluppo del software e la conseguente semplificazione delle operazioni.
Anche da noi Italia si riscontra una sempre maggiore attenzione per il Software Libero, vi sono associazioni che giornalmente dedicano molte attenzioni ed energie nella tutela e nel rispetto delle norme che lo regolano nelle varie strutture pubbliche, come anche la Pubblica Amministrazione. Ne è esempio l’Associazione per il Software Libero (Assoli).